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ALL'ATTENZIONE DI TUTTI GLI INQUILINI

DI SAN SABA





A.T.E.R.

RELAZIONE E RIFLESSIONI



Roma, 4 dicembre 2014.

Assemblea pubblica su Il futuro delle case Ater promossa dal Circolo PD San Saba.

Presenti all’incontro: il segretario Francesco Magni, la consigliera municipio 1 Sara Lilli, il Presidente del Consiglio Municipio 1 Yuri Trombetti, il dirigente Ater Rodolfo Mari e il Direttore Generale Ater Claudio Rosi. Impossibilitato ad intervenire il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimiliano Valeriani. Erano presenti tutte le rappresentanze degli inquilini delle case Ater San Saba.

I temi trattati dal Direttore Rosi e le questioni poste dagli inquilini sono riassumibili in tre punti:


1. La situazione generale dell’Ater Roma

2. Il decreto Lupi e la vendita delle case Ater San Saba

3. La normativa relativa a rientro dei figli, decadenze e canone concordato.



  1. L’Ater Roma ha raggiunto un attivo di bilancio di 8 milioni di euro per la prima volta dopo oltre 60 anni. Si è ripreso a costruire in aree Ater come a Primavalle per 1082 appartamenti che saranno pronti in 4/5 anni. Dopo 5 anni di abbandono sono quindi ripresi i lavori di manutenzione anche a San Saba per 490.000€.Grazie ad un sistema informatico molto avanzato l’Ater è finalmente a conoscenza di tutto il suo patrimonio che ammonta a 50.000 appartamenti, 21.000 tra soffitte, cantine e garage e 900 condomini. Sono riprese anche le gare d’appalto per 48 milioni, ad esempio la gestione e manutenzione del verdeche equivale nel suo complesso all’intera area del Comune di Milano. Ma gli ultimi scandali e le inchieste della magistratura hanno suggerito di temporeggiare nell’apertura delle buste, sentito il presidente Zingaretti e il presidente dell’Anticorruzione Cantone.
     
  2. Il Direttore Rosi sdrammatizza le preoccupazioni degli inquilini in relazione al decreto Lupi sulla vendita all’asta delle case di Edilizia Residenziale Pubblica e della conseguente “deportazione” per coloro che non possono acquistare. Così come l’assessore regionale al patrimonio abitativo Refrigeri, anche lui conferma che il decreto Sblocca Italia cancellerà l’asta e sarà la Regione Lazio a normare le modalità di vendita. Il prezzo di vendita, aggiunge, dovrà tenere conto di due criteri: quanto già versato nei decenni dagli inquilini e quindi un costo contenuto, ma anche un prezzo che non risulti inaccettabile per tutti coloro che hanno dovuto acquistare a prezzo di mercato. Inoltre Rosi afferma che l’Ater metterà in vendita San Saba da subito se la Regione riaprirà i piani vendita. S.Saba, ribadisce, è fatta dalle persone presenti in sala, non è l’immagine strumentale che ne dà Giletti su Rai1. D’altronde, sostiene Rosi, San Saba sarebbe certamente venduta diversamente dal Laurentino dove quasi tutto è rimasto invenduto. Gli inquilini però ricordano bene come sia l’Ater a dover formulare i piani vendita e non la Regione pertanto l’affermazione di Rosi assume un significato determinante. Inoltre il Direttore smentisce categoricamente la presenza di interessi inconfessabili e ostativi alla vendita delle case di S.Saba preservate dal degrado solo grazie agli interventi fatti a proprie spese dagli inquilini. 
     
  3. Il tema del rientro dei figli, delle fasce di reddito per i nuovi canoni di locazione, la decadenza per superamento del reddito e la determinazione del conseguente canone concordato, tutte normate da leggi regionali, andranno a soluzioni positive, sostiene Rosi. Gli inquilini obiettano che le fasce di reddito previste dall’Ater non sono quelle giuste, la decadenza non deve comportare il cambio di stato giuridico da assegnatario a locatario, il canone concordato non può essere frutto di un patto sostitutivo bensì aggiuntivo come da delibera regionale del 2009. Presso l’Avvocatura dell’Ater è in corso uno studio relativo alle fasce di reddito. In concomitanza con la imminente ristrutturazione delle sette Ater del Lazio che porteranno ad un accorpamento e ridefinizione di una o più nuove Ater, entro il prossimo autunno tutte queste problematiche verranno regolamentate. Verranno istituiti tavoli di confronto con i sindacati e le associazioni inquilini. I presenti in sala, memori di quanto già accaduto nel 2006, non li ritengono rappresentativi degli interessi degli inquilini di San Saba e pensano piuttosto ad un tavolo con Ater, Regione e tutte le associazioni e comitati presenti nel rione. A proposito sarà opportuno stilare una piattaforma condivisa da sottoporre prioritariamente agli abitanti. 


Rete comune inquilini Ater San Saba, Associazione inquilini A.T.E.R Rione XXI San Saba, Comitato Inquilini Ater San Saba, Associazione Socio Culturale Aventino, Associazione Inquilini e Proprietari ATER.

 

ATER SAN SABA "LA STORIA SIAMO NOI"



 

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